NEWSLETTER di 'Libropensiero.it'

N. 02 dell' 8 febbraio 2019

La più fortunata malattia cronica che si possa augurare di contrarre sin da bambini è la lettura. Come ogni affezione si trasmette per contagio e il suo principale veicolo di contaminazione sono l'entusiasmo e l'amicizia.Chi parla con passione di un romanzo che gli è piaciuto è un monatto di questa follia.



Fabio Stassi       

IL LIBRO, UN ANTIDOTO ANTICONFORMISTA

    Vorrei partire da questa affermazione di Fabio Stassi non solo perché la considero un assioma che vorrei tanto aver scritto io, ma anche perché vedo sempre più persone affidarsi con convinzione alla biblioterapia, tanto che lo stesso termine comincia a non sembrare troppo astruso anche a chi entra in libreria solo saltuariamente.

    La cura del libro o il libro che cura non presuppone una malattia nel senso comune del termine, non si riferisce necessariamente a patologie scientificamente riconosciute, a rimedi omeopatici o fai da te.Leggere un libro, così come aggiornare la pagina del diario, ha una funzione terapeutica quando la parola scritta aiuta a fissare un'emozione, ad entrare in contatto intimo con essa, a conoscerla tanto da poterla guardare negli occhi e parlarle con assoluta sincerità, sia che si tratti di dolore o di gioia, di malinconia o di entusiasmo, di riflessione sul presente o di slancio verso il futuro.

    È la comunione emotiva intellettuale a cui aspirava Carver, quel filo indissolubile che lega l'autore al suo lettore, anzi, ad una molteplicità di lettori nello stesso istante, con il medesimo messaggio che cura differenti patologie e che porta a galla svariate emozioni, una per ogni lettore.

    Aprire la porta ad un bel libro significa accogliere qualcuno che vuole portaci dove lui è stato, parlarci di sensazioni che ha provato, di esperienze che ha vissuto, di dolori che ha vinto o che non sa risolvere, di difficili conquiste, di entusiasmanti progetti, del profumo legato ad un ricordo, di persone importanti, nel bene o nel male. Quello che ogni personaggio ci regala è la possibilità di immedesimarci in lui, di entrare in intimità profonda con ogni istante del racconto.Alla fine del libro ci si ritrova a bere un caffè con una persona con cui abbiamo creato un legame, di affinità o di antitesi, comunque di amicizia.

    Aspirare alla diffusione capillare del contagio è forse utopistico, ma essere portatrice sana del virus della lettura è un privilegio che vorrei davvero poter continuare a condividere con tutto l'entusiasmo di chi crede nel potere illimitato di questo strumento di comunione e di guarigione.



 
 
 
    Su questo tema mi sento di consigliare Ogni coincidenza ha un'anima, Fabio Stassi, Sellerio. L'autore sembra voler costruire la trama partendo dal presupposto che le parole degli altri non possono salvare nessuno se non diventano le tue.

    Le parole sono quelle dei libri che il protagonista, biblioterapeuta, consiglia ai propri pazienti, ciascuno dei quali è portatore di una propria umanità, la salvezza è da ricercarsi lungo la strada che egli percorre indagando sulle coincidenze tra vita e letteratura, tra memoria e presente, tra conoscenza ed esistenza.

    Una vicenda che si complica sino a sfiorare, in alcuni punti, il thriller psicologico o, se esistesse come genere, antropologico.

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